rosaria's profile"Le ali della Speranza"PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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April 30 dai il meglio di teDai il meglio di te...
L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico NON IMPORTA, AMALO Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici NON IMPORTA, FA' IL BENE Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici NON IMPORTA, REALIZZALI Il bene che fai verrà domani dimenticato NON IMPORTA, FA' IL BENE L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo NON IMPORTA, COSTRUISCI Se aiuti la gente, se ne risentirà NON IMPORTA, AIUTALA Da' al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE!!! messaggio della Regina della Pace del 25 aprile 2008Messaggio dettato dalla Madonna a Medjugorje il 25 Aprile 2008
"Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell'amore di Dio, come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell'amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia.
---la capacità di amare---AMARE ME STESSO
Quando ti amo più di me stesso in realtà ti amo meno.
Se amo me stesso meno di te ti rendo più difficile amare me.
Il tuo amore per me è del tutto dipendente dall'amore che nutro per me stesso.
E il mio amore per te sarà più forte se ami te stesso nel modo in cui ami me.
AMA ANCORA DI PIU'
Quando pensi di aver fatto abbastanza nell'esercizio della carità,
spingiti ancora più avanti e ama di più !
Quando sei tentato di arrestarti di fronte alle difficoltà
e di rinunciare ai tuoi sforzi caritatevoli,
sforzati di superare l'ostacolo e ama ancora di più !
Quando per amore dei tuoi comodi vorresti limitare
l'amore che devi al prossimo,
oltrepassa questi limiti e ama di più !
Quando il tuo egoismo vuole farti rinchiudere in te stesso,
esci dal tuo ripiegamento per amare di più !
Quando per riconciliarti tu aspetti che l'altro
faccia il primo passo,
ama di più e sii il primo a prendere l'inziativa !
Quando ti senti spinto a protestare contro
l'ingiustizia di cui sei stato vittima,
ama di più e sforzati di mantenere il silenzio !
Quando sei sul punto di dir male del tuo prossimo,
ama di più e parla d'altro !
Quando esiti a fare un sacrificio a vantaggio altrui,
ama di più e segui la via della generosità !
Quando senti ripugnanza o ribellione interiore
contro le esigenze della carità,
non ragionare e non discutere,
ma ama di più e tutto finirà per calmarsi !
Ogni volta che vorresti restringere
l'applicazione della legge dell'amore,
dilata il tuo cuore e ama di più ! ! !
April 23 SEGUIMISi può forse rimanere insensibili e tiepidi appena si intuisce il mistero dell’Amore che chiede amore? Il mistero di un Dio che si fa mendicante e stende la mano verso ogni uomo chiedendo un po’ d’amore? E non è forse vero – anche attingendo alla nostra esperienza – che se cominciamo ad arrenderci all’amore di Cristo si entra in un vortice di luce che trasforma l’orizzonte delle nostre piccole ma preziose cose quotidiane, l’orizzonte del vivere e del morire, la prospettiva e l’esito della storia umana?
Le croci restano – fanno parte della vita di ognuno – ma tutto acquista luminosità perché unito alla Croce di Gesù, diventa seme di eternità e di bene.
Anche noi abbiamo desiderio di Dio, anche noi vogliamo essere generosi, ma anche noi ci aspettiamo che Dio sia forte nel mondo e trasformi subito il mondo secondo le nostre idee, secondo i bisogni che noi vediamo. Dio sceglie un’altra strada. Dio sceglie la via della trasformazione dei cuori nella sofferenza e nell’umiltà. E noi, come Pietro, sempre di nuovo dobbiamo convertirci. Dobbiamo seguire Gesù e non precederlo: è Lui che ci mostra la via. Così Pietro ci dice: Tu pensi di avere la ricetta e di dover trasformare il cristianesimo, ma è il Signore che conosce la strada. È il Signore che dice a me, che dice a te: Seguimi! E dobbiamo avere il coraggio e l’umiltà di seguire Gesù, perché Egli è la Via, la Verità e la Vita.
(Benedetto XVI, Catechesi del mercoledì 17 maggio 2006)
DA SOLI E' DIFFICILE INSIEME è POSSIBILE! HO BISOGNO SOLO DI TE
Abbiamo bisogno di te, di te solo, e di nessun altro. Tu solamente, che ci ami, puoi sentire per noi tutti che soffriamo, la pietà che ciascuno di noi sente per se stesso. Tu solo puoi sentire quanto è grande, immisurabilmente grande,
il bisogno che c'è di te, in questo mondo,
Tutti hanno bisogno di te, anche quelli che non lo sanno, e
quelli che non lo sanno, assai più di quelli che sanno.
L'affamato s'immagina di cercare il pane e ha fame di te; l'assetato crede di volere l'acqua e ha sete di te,
il malato s'illude di agognare la salute
Chi cerca la bellezza nel mondo cerca, senza accorgersene te che sei bellezza intera e perfetta; chi persegue nei pensieri la verità, desidera, senza volere, te che sei l'unica verità, e chi s'affanna dietro la pace cerca te, sola pace dove possono riposare i cuori inquieti.
«Benedetto colui che viene...» S.Agostino
O vita per cui vivono tutte le cose, vita che mi doni la vita, vita per la quale io vivo, senza la quale io muoio; vita per la quale io sono risuscitato, senza la quale sono perduto;
vita per la quale io godo, senza la quale sono tormentato; vita vitale, dolce e amabile, vita indimenticabile. Dove, ti prego, dove sei, dove ti troverò per morire a me stesso e vivere in te? Siimi vicino nella bocca, vicino col tuo aiuto perchè sono malato d'amore, perchè senza di te muoio, perchè pensando a te mi rianimo... O fonte di misericordia, ascolta chi, infermo grida a te Luce che passi, ascolta chi è cieco, tendigli la mano affinchè venga a te e nella luce veda la luce. O vita vivente, richiama alla vita colui che è morto.
S. Agostino
“è Gesù che cercate quando sognate la felicità…” (Giovanni Paolo II) April 22 la corsa in biciclettaLa corsa in bicicletta
Dapprima vidi Dio come osservatore, come mio giudice, che teneva il conto delle cose sbagliate che facevo. In questo modo Dio avrebbe saputo se io meritassi il Paradiso o l’inferno quando fossi morto. Era sempre lì, più o meno come il presidente. Riconoscevo la sua immagine quando Lo vedevo, ma non Lo conoscevo affatto.
Ma in seguito, quando conobbi meglio la mia Potenza Superiore, mi sembrò che la vita fosse piuttosto come una corsa in bicicletta, su un tandem, e notai che Dio stava dietro e mi aiutava a pedalare. Non so quando avvenne che mi suggerì di scambiarci i posti, ma la vita da allora non è più stata la stessa... la vita con la mia Potenza Superiore, vale a dire, che rendeva la vita molto più emozionante. Quando guidavo io, conoscevo la strada. Era piuttosto noiosa ma prevedibile. Era sempre la distanza più breve fra due punti. Ma quando cominciò a guidare Lui, conosceva bellissime scorciatoie, su per le montagne, attraverso luoghi rocciosi a velocità a rotta di collo; tutto quello che riuscivo a fare era tenermi in sella! Anche se sembrava una pazzia, Lui continuava a dire: “Pedala, pedala!”. Mi preoccupai e diventai ansioso, chiedendo: “Dove mi stai portando?” Si limitò a ridere e non rispose, e io trovai che cominciavo a fidarmi. Presto dimenticai la mia vita noiosa ed entrai nell’avventura, e quando dicevo “Ho paura”, Lui si sporgeva indietro e mi toccava la mano. Mi portò da gente che mi offriva doni di cui avevo bisogno; doni di guarigione, accettazione e gioia. Me li diedero da portare con me lungo il viaggio. Il nostro viaggio, vale a dire, di Dio e mio. Dapprima non mi fidavo di Lui al comando della mia vita. Pensavo che l’avrebbe condotta al disastro... E io sto imparando a star zitto e pedalare nei luoghi più strani, e comincio a godermi il panorama e la brezza fresca sul volto con il mio delizioso compagno di viaggio, la mia Potenza Superiore. E quando sono certo di non farcela più ad andare avanti, Lui si limita a sorridere e a dirmi... “Pedala...”!
"La vita è come andare in bicicletta. Non cadi finché continui a pedalare!" ... buon viaggio!!! LEZIONE IN CLASSE....Un professore ateo sfidò i suoi alunni con questa domanda: - “Dio ha fatto tutto ciò che esiste?” Uno studente rispose coraggiosamente: - “Si, l'ha fatto!” - “Dio fece proprio tutto?” - “Si, professore” - rispose il giovane. Il professore replicò: - “Se Dio ha fatto tutte le cose, allora Dio ha fatto il male, poiché il male esiste, e tenendo conto che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, allora Dio è male.” Lo studente si azzittì di fronte a tale risposta e il professore, felice, si vanagloriava di aver provato una volta in più che la Fede era un mito. Un altro studente alzò la sua mano e disse: - “Posso farle una domanda, professore?” - “Senza dubbio” gli rispose il professore. Il giovane si alzò in piedi e domandò: - “Professore, il freddo esiste?” - “Ma che domanda è questa? Chiaro che esiste, lei per caso ha mai sentito freddo?” Il ragazzo rispose: - “In verità, professore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della Fisica, ciò che consideriamo freddo, nella realtà è assenza di calore. Tutto il corpo o l'oggetto può essere studiato quando ha o trasmette energia, ma è il calore e non il freddo che fa in modo che tale corpo ha o trasmetta energia. Lo zero assoluto è l'assenza totale e assoluta del calore, tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire, ma il freddo non esiste. Abbiamo creato questo termine per descrivere come ci sentiamo quando ci manca il calore.” - “E l'oscurità, esiste?” - Continuò lo studente. Il professore rispose: - “Ma è chiaro che si.” Lo studente rispose: - “Di nuovo signore si inganna, l'oscurità nemmeno esiste. L'oscurità è in realtà l'assenza di luce. Possiamo studiare la luce, ma l'oscurità no, il prisma di Newton decompone la luce bianca nei vari colori di cui si compone, con le sue differenti varietà d'onda. L'oscurità no, un semplice raggio di luce strappa l'oscurità e illumina la superficie che la luce tocca. Come si fa per determinare quanto buio è presente in un determinato spazio? Solamente con una base di quantità di luce in questo spazio, non è così? L'oscurità è un termine che l'uomo ha creato per descrivere ciò che succede quando non c'è presenza di luce.” Finalmente, il giovane studente domandò al professore: - “Dica, professore, il male esiste?” Lui rispose: - “Chiaro che esiste. Come ho detto all'inizio della lezione, vediamo ladri, criminalità e violenza tutti i giorni in tutte le parti del mondo, queste cose sono il male.” Allora lo studente rispose: - “Il male non esiste, professore, o almeno non esiste di per se. Il male è semplicemente l'assenza di Dio. E', come nei casi precedenti, un termine che l'uomo ha creato per descrivere questa assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Non è come la Fede o l'Amore, che esistono come esiste la Luce e il Calore. Il male è il risultato del fatto che l'umanità non ha Dio presente nei suoi cuori. E' come il freddo che sorge quando non c'è calore, o l'oscurità quando non c'è la luce.” April 18 lacrime di donnaLacrime di donna
Un bambino chiese a sua madre :
"Perché piangi?" "Non capisco" disse lui. Allora il bambino lo chiese a suo padre :
"Perché la mamma piange? " "Tutte le donne piangono senza una ragione", fu ciò che il padre rispose. Diventato adulto, si rivolse a Dio chiedendo:
"Signore, perché le donne piangono tanto facilmente ?"
"Quando creai la donna, decisi che doveva essere speciale. Le diedi spalle abbastanza forti da sopportare il peso del mondo... Ma talmente graziose e morbide da dare conforto nel loro abbraccio". ma anche di accettare il rifiuto che sarebbe arrivato dai figli." "Le diedi il coraggio di resistere e andare avanti quando l’intero mondo avrebbe abbandonato.
Ma anche la forza di prendersi cura della propria famiglia, oltre ogni fatica o malattia.” di un amore incondizionato, anche quando questi l’avessero ferita nel profondo." "Le diedi la forza di supportare i difetti di suo marito e di rimanere sempre al suo fianco." La bellezza di una donna risiede nei suoi occhi. Essi sono la porta d’ingresso per il suo cuore ; il luogo dove risiede il suo amore. Ed è attraverso le sue lacrime che puoi vedere il suo cuore." April 17 ----....LASCIA.....----Lascia che il mondo vada per la sua strada. Lascia che l'uomo ritorni alla sua casa. Lascia che la gente accumuli la sua fortuna.
Ma tu, tu vieni e seguimi, tu, vieni e seguimi.
Lascia che la barca in mare spieghi la vela. Lascia che trovi affetto chi segue il cuore. Lascia che dall'albero cadano i frutti maturi.
Ma tu, tu vieni e seguimi, tu, vieni e seguimi.
E sarai luce per gli uomini e sarai sale della terra e nel mondo deserto aprirai una strada nuova. E per questa strada, va', va' e non voltarti indietro, va' e non voltarti indietro. PENSARE DI ESSERE DIMENTICATI... PENSARE DI ESSERE DIMENTICATI... Ma come possiamo pensare di essere dimenticati? Possibile che Dio ci abbia concepiti per poi abbandonarci, e soprattutto nei momenti difficili? No, assolutamente. E' proprio in quei momenti che ci porta a spalle. Ci crediamo?
Una donna infagottata in abiti fuori misura entrò nel negozio di alimentari. Si avvicinò al gestore del negozio e umilmente a voce bassa gli chiese se poteva avere una certa quantità di alimenti a credito. Spiegò che suo marito si era ammalato in modo serio e non poteva più lavorare e i loro quattro figli avevano bisogno di cibo.
Solo Dio conosce il "peso" della tua preghiera... TU ASPETTAVI METu aspettavi me Io ti cercavo, Dio. L'APPARIZIONE DELLE TRE FONTANE (ROMA)L'apparizione delle "Tre fontane" (Roma)Madonna della Rivelazione12 aprile 1947
Il veggenteBruno Cornacchiola nasce a Roma il 9 maggio 1913. La sua famiglia, povera materialmente, è addirittura squallida nei valori spirituali. Sua madre, assillata dal lavoro fuori casa, non può dedicarsi alla loro educazione. Suo padre, quasi sempre ubriaco, lo picchia spesso, tanto che ad un certo momento decide di non rincasare più la sera e passa la notte in qualche grotta della periferia di Roma o nei locali presso la Scala Santa. "Viaggiavo in ferrovia e non pagavo il biglietto perché mi nascondevo sotto i sedili delle carrozze quando passava il bigliettaio e se si presentava l'occasione rubavo, preoccupato soltanto di non farmi prendere dai carabinieri...". A 23 anni si sposa con Iolanda Lo Gatto. Non vuole però ricevere il Sacramento del Matrimonio e solo per accontentare la futura moglie accondiscende a celebrarlo in sacrestia. Durante la guerra civile in Spagna parte come volontario, attratto dal miraggio della buona remunerazione, e vi rimane tre anni. Fa amicizia con un soldato tedesco, protestante, che gli instilla l'odio per la Chiesa e il Papa. Finita la guerra di Spagna, prima di ritornare in patria entra in un'armeria a Toledo e compra un pugnale, sul cui manico scrive: "A morte il Papa". "Per salvare l'umanità dovrò uccidere i preti in qualunque luogo, cercherò in tutti i modi di distruggere la Chiesa cattolica e sarà mio dovere pugnalare il Papa". Vuole convincere la moglie ad abbandonare la sua fede cattolica e spesso la picchia. Un giorno la moglie, esasperata, fa con lui uno strano patto: "Bruno, tu vuoi che io entri con te a far parte della Chiesa protestante... Accetto, ma ad una condizione: ti devi confessare e ricevere la comunione nei primi nove venerdì del mese. Se alla fine di questa pia pratica vorrai ancora cambiare religione ti seguirò anch'io, se no continueremo insieme nella fede del nostro battesimo". L'uomo acconsente e riceve per nove volte, ogni primo venerdì del mese, l'Eucaristia, ma non muta parere; così, fallita la prova, la moglie passa con lui al protestantesimo. Ma Cristo lo attende al varco. L'apparizioneIl 12 aprile 1947, sabato, decide di andare con i suoi figlioli al lido di Ostia, ma giunto alla stazione ostiense, il treno era già partito. Allora si dirige verso la località "Tre Fontane", nello spiazzo antistante l'abbazia dei Trappisti. Si rivolge ai bambini: - "Gianfranco, Carlo, Isola, voi potete giocare a palla, ma non allontanatevi troppo". Essi partono immediatamente, sparendo e apparendo tra le piante con grida festose, mentre Bruno si siede su un muretto, ai margini del boschetto di eucalipti, per preparare uno scritto contro la Vergine Maria. Si è portato una Bibbia e dei fogli e subito getta su un foglio le prime battute: "La Madonna non è Vergine, non è Immacolata, non è Assunta in cielo...". Frattanto i bambini lo chiamano: - "Papà, abbiamo perduto la palla, vieni a cercarla con noi!". Egli si alza e incontrato Carlo, il più grandicello, si dispone con lui a ispezionare il terreno. Isola si sposta e raccoglie fiori. Gianfranco siede in disparte per sfogliare un giornalino. "Carlo ed io scendemmo nella scarpata verso via Laurentina per trovare la palla, ma non la vedemmo. Desiderando assicurarmi che il più piccolo non si fosse allontanato dal luogo assegnatogli, lo chiamavo per nome ed egli mi rispondeva. - "Gianfranco, dove sei?" - Invano. Sempre più preoccupato lo cercavo affannosamente tra i cespugli e le rocce e finalmente trovai il bambino inginocchiato all'ingresso di una grotta, a sinistra di chi la guarda. - "Bella Signora!... Bella Signora!...". - "Che dici, Gianfranco, - chiesi - che cosa fai?". Credevo fosse un gioco di bambini, poiché nessuno in casa aveva insegnato a lui, non ancora battezzato, quell'atteggiamento di preghiera. Allora chiamai: - "Isola, vieni giù, spiegami tu qualcosa!". Mi obbedì e... - "Cosa c'è là dentro? - domandai - Vedi niente tu?" - "No papà" - risponde, e nello stesso tempo anch'essa cadde in ginocchio a destra del fratellino. I fiori le uscirono dalle mani, mentre lo sguardo era fisso all'interno della grotta. Anche lei sottovoce bisbigliava: - "Bella Signora!... Bella Signora!...". Io, stizzito più che mai, mi chiedevo la motivazione del curioso modo di fare dei figli che, in ginocchio, guardavano incantati verso l'interno della grotta, ripetendo le stesse parole. - "Vieni anche tu qui - pregai - e spiegami che fanno i tuoi fratelli in quella curiosa posizione... Forse l'avete preparato voi questo gioco?". - "Ma cosa dici - egli osservò - di quale gioco parli?... Non lo conosco e non lo so fare!". Appena pronunciate simili parole anche lui cadde in ginocchio a destra di Isola, con le mani giunte e gli occhi fissi ad un punto che lo affascinava entro la grotta, ripetendo le stesse parole: - "Bella Signora!...". - "È troppo! - gridai - Anche tu mi prendi in giro!". Non ne potevo più e con i nervi a pezzi: - "Carlo, - imposi - via di qui". E, poiché non si muoveva, cercai di alzarlo, ma non ci riuscii. Sembrava di piombo. Allora ebbi paura. Mi avvicinai trepidante alla bambina e: - "Isola - la invitai - alzati e non fare come Carlo!". Quella non rispose. Tentai di smuoverla ma non ci riuscii. Invaso dal terrore, nell'osservare le pupille dilatate dei figli estatici e il pallore dei loro volti, abbracciai il più piccolo e: - "Su alzati. - dissi - È possibile che le mie braccia siano state private di tanta energia?". A questo punto: - "Ma che cosa succede qui? - esclamai - Ci sono forse delle streghe nella grotta oppure qualche diavolo?...". Poi, istintivamente: - "Chiunque tu sia, fossi anche un prete, vieni fuori!". Entrai nell'antro, deciso di prendere a pugni lo strano essere, ma la grotta era vuota". Cornacchiola esce allora in preda alla disperazione e, piangendo convulsamente, alza le braccia e gli occhi al cielo e grida: - "Dio, salvaci tu!". "Quand'ecco - egli dice - emessa l'invocazione, vidi improvvisamente due candidissime mani che si muovevano verso di me e sentii che mi sfioravano la faccia. Ebbi la sensazione che mi si strappasse qualcosa dagli occhi. In quell'istante provai un certo dolore e rimasi nell'oscurità più profonda... A questo punto io non vedevo più né la cavità né ciò che vi stava dentro, ma fui invaso da un'insolita gioia". In quell'istante è rapito dalla visione di una giovanile figura di donna, avvolta nello splendore di una luce d'oro, ferma e dolcemente statica. Bruno la fissa con trasporto, vinto dal fascino di tanta bellezza, attratto da quella luce che, pur intensissima, non offende la vista ma lo inonda di soavità sovrumana. "Vidi che la bella Signora lentamente muoveva la mano sinistra ed indicava qualcosa ai suoi piedi. Guardai e vidi a terra un drappo nero sostenente una croce spezzata". Cornacchiola pensa che quel drappo nero, simile a una veste stracciata, e la croce spezzata, volessero alludere all'abito talare, con ogni altro segno di distinzione, da molti religiosi e sacerdoti ormai messo da parte. "Il mio primo impulso fu quello di lanciare un grido, ma la voce mi moriva in gola". L'Apparizione, quasi offrendo il libro che teneva in mano, con tono ineffabilmente dolce disse: - "Sono Colei che sono nella Trinità Divina". - "Sono la VERGINE DELLA RIVELAZIONE". - "Tu mi perseguiti, ora basta! Entra nell'ovile santo, corte celeste in terra. Il giuramento di Dio è e rimane immutabile: i nove venerdì del Sacro Cuore, che tu facesti, amorevolmente spinto dalla tua fedele sposa prima di iniziare la via dell'errore, ti hanno salvato!". Intanto un profumo misterioso e indefinibile inonda l'ambiente e sembra coprire la sporcizia del suolo, triste strascico di squallidi incontri. Dopo essersi così presentata, la celestiale Signora tiene una prolungata allocuzione al figlio che sta per ritornare a Dio, parte della quale è rivolta a lui stesso e a tutti i fedeli, l'altra invece contiene un messaggio segreto per il Santo Padre. Poi continua: - "Desidero darti una sicura prova della divina realtà che stai vivendo, perché tu possa escludere ogni altra motivazione del tuo incontro, compresa quella del nemico infernale. E questo è il segno: Quando incontrerai un sacerdote nella chiesa o per via, avvicinalo e rivolgigli questa espressione: "Padre, le devo parlare!". Se costui ti risponderà: "Ave Maria, figliolo, cosa vuoi?" pregalo di fermarsi perché è quello da me scelto. A lui manifesterai ciò che il cuore ti dirà e obbediscilo, ti indicherà infatti un altro sacerdote con queste parole: "Quello fa per il tuo caso". - "Ti recherai poi dal Santo Padre, il supremo pastore della cristianità e gli consegnerai personalmente il mio messaggio. Ti condurrà dal Papa qualcuno che io ti indicherò". - "Alcuni a cui tu narrerai questa visione non ti crederanno, ma non lasciarti deprimere...". Poi, con atteggiamento di materna benignità e serena mestizia, l'incantevole Signora gira su se stessa e si allontana. *** Nel messaggio, la Madonna chiede con insistenza a tutti la preghiera ed invita alla recita del Rosario: - "Si preghi assai e si reciti il Rosario quotidiano per la conversione dei peccatori, degli increduli e per l'unità dei cristiani. Le Ave Maria che voi dite con fede e amore, sono tante frecce d'oro che raggiungono il Cuore di Gesù". Ed ecco, quasi a premio di coloro che ascolteranno il suo materno messaggio, la Vergine promette celesti favori: - "Con questa terra di peccato opererò potenti miracoli per la conversione degli increduli". Nella sua bontà Ella vuole anche svelare il Figlio nei misteri della sua vita intima, legata alla Augusta Trinità: - "Il mio corpo non poteva marcire e non marcì. Mio Figlio e gli angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso". *** Il 9 dicembre 1949 il Santo Padre Pio XII invitò i tranvieri di Roma, accompagnati da padre Rotondi, a recitare con lui il Rosario nella sua cappella privata. Lasciamone la descrizione a Cornacchiola: "Tra i lavoratori c'ero anch'io; portavo con me il pugnale e la Bibbia sulla quale stava scritto: "Questa è la morte della Chiesa Cattolica, col Papa in testa". Volevo consegnare al Santo Padre il pugnale e la Bibbia. - "Qualcuno di voi mi vuol parlare?". Io mi inginocchiai e dissi: - "Santità, sono io!". Gli altri lavoratori fecero largo per il passaggio del Papa; egli si chinò verso di me, mi pose la mano sulla spalla, avvicinò il suo volto al mio e chiese: - "Cosa c'è, figlio mio?". - "Santità, qui c'è la Bibbia protestante che interpretavo erroneamente e con la quale ho ucciso molte anime". Piangendo consegnai anche il pugnale sul quale stava scritto "Morte al Papa" e sussurrai: - "Chiedo perdono di aver osato solo pensare a tanto. Avevo progettato di ucciderla con questo pugnale!". Il Santo Padre prese quegli oggetti, mi guardò, sorrise e osservò: - "Caro figlio, con ciò non avresti fatto altro che dare un nuovo martire alla Chiesa, ma a Cristo una vittoria dell'amore"...
Tratto da: La Madonna apparve alla grotta delle Tre Fontane una mattina di aprile del 1937 alla serva di Dio Luigina Sinapi preannunciandole che sarebbe riapparsa nello stesso luogo dieci anni dopo April 15 ABBI FEDEApril 09 LA VIRTU' DELLA TEMPERANZALA VIRTU' DELLA TEMPERANZA
Se uno ama la Sapienza,
le virtù sono il frutto delle sue fatiche.
Essa insegna infatti
la temperanza e la prudenza,
la giustizia la ezza,
delle quali nulla
è più utile agli uomini
nella vita.
Sapienza 8,7
La temperanza quando alberga nell'anima, colma le passioni, regola i sentimenti, moltiplica i desideri santi, mette ordine in tutto in quanto abbiamo in noi di confuso.
Tronca i cattivi pensieri e ne ispira di edificanti, raffredda l'ardore della sensualità e riscalda l'animo con il desiderio dell'eternità.
Porge a chi è nudo la veste di giustizia, a chi non ha fiducia in sè assicura aiuto e protezione.
Esorta e incoraggia a troncar gl'indugi nel decidere; ad esser sicuri che si perseverà nella fatica intrapresa con la propria decisione, non in virtù delle proprie possibilità, ma con la misericordia del Signore.
Esorta e incoraggia a riflettere su quanti e quante sian riusciti e riescano, laddove si dispera di aver successo; ad anteporre con speranza le cose celesti alle terrene e le future alle presenti.
Si ha quando dimostriamo riguardo verso gli anziani, rispettiamo fraternamente i coetanei, trattiamo i più giovani con benevolenza e affetto paterno.
Si ha quando osserviamo il silenzio se parla uno più anziano, quando non alziamo troppo la voce nelle riunioni, quando non permettiamo che il riso degeneri in schiamazzo.
Si ha quando non critichiamo nessuno nè appoggiasmo volentieri quelli che criticano.
E' chi non guarda a cosa rimproverare nei fratelli, ma al modo come rendere lode a Dio.
E' chi non si limita ad esserlo in tutto e per tutto dal punto di vista fisico, ma è disposto a compiere tutto ciò che rende moderati e sobri.
Con essa rientriamo nei limiti consentiti e ci accontentiamo del giusto.
E' l'amore che si offre nella sua integrità e purezza a Colui che si ama.
Le Virtù sono modulazioni diverse di uno stesso Amore...
Vivere bene altro non è che amare Dio
con tutto il cuore, con tutta l'anima,
e con tutta la mente.
Gli si dà con la temperanza un amore totale
che nessuna sventura può far vacillare,
un amore che obbedisce a lui solo,
che vigila al fine di discernere ogni cosa,
nel timore di lasciarsi sorprendere dall'astuzia e dalla menzogna.
April 08 SIGNORE SEI TU LA MIA STRADA!Signore, insegnami che la vita è un cammino, non lo sterile adeguamento a regole prefissate, né la trasgressione senza esito. Insegnami l'attenzione alle piccole cose, al passo di chi cammina con me per non fare più lungo il mio, alla parola ascoltata perché non cada nel vuoto, agli occhi di chi mi sta vicino per indovinare la gioia e dividerla, per indovinare la tristezza e avvicinarmi in punta di piedi, per cercare insieme la nuova gioia. Signore, insegnami che la mia vita è un cammino, la strada su cui si cammina insieme, nella semplicità di essere quello che si è, nella serenità dei propri limiti e peccati, nella gioia di aver ricevuto tutto da te nel tuo amore. Signore, insegnami che la mia vita è un cammino con te, per imparare, come te, a donarmi per amore. Tu, che sei la strada e la gioia. UNA NOTTE UN UOMO.....UNA NOTTE UN UOMOsognò che stava camminando lungo la spiaggia con il Signore, quando, improvvisamente, apparve nel cielo la storia della sua vita. Notò che per ogni scena c’erano sulla sabbia le impronte di due serie di passi:i suoi e quelli del Signore. Quando fu all’ultima scena della sua vita si voltò indietro ad osservare le impronte sulla sabbia. Con grande sorpresa vedeva che molte volte, lungo l’arco della sua esistenza, c’era una sola serie di impronte. Notò pure che ciò accadeva nei momenti più pericolosi e drammatici. Sorpreso e addolorato volle chiederne spiegazione al Signore: “Buon Dio, hai promesso solennemente che se ti avessi seguito tu avresti camminato al mio fianco lungo tutti i sentieri tortuosi del mio pellegrinaggio terreno; ma non è così: io vedo che nei momenti più bui e critici della mia vita c’è una sola serie di impronte. Non capisco perché quando ho avuto maggior bisogno di Te, proprio allora mi hai abbandonato”. Rispose il Signore: “Mio diletto figliuolo, io ti amo e non ti lascio mai solo:nei momenti di prova e di sofferenza, quando vedi una sola serie di impronte, è quello il momento in cui ti prendo in braccio e ti stringo al mio cuore”. MESSAGGIO SPECIALE DELLA MAMMA CELESTE A IVAN (mEDUGORJE)Domenica scorsa, 6 aprile 2008, la Madonna ci ha fatto una grande sorpresa!E' apparsa al veggente Ivan, lasciandogli un messaggio straordinario. Ecco il messaggio: Quando è apparsa, ha detto: “Sia lodato Gesù Cristo, cari figli miei ! ”. |
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