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La festa della Divina Misericordia La festa della Divina Misericordia E' la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Płock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: "Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia" (Q. I, p. 27). Negli anni successivi - secondo gli studi di don I. Rozycki - Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate. La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore" (Q. I, p. 46). Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo. Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l'istituzione della festa: "Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre" (Q. II, p. 345). La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che "elargirà grazie di ogni genere" (Q. II, p. 294).
- che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato; - che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina (Q. II, p. 227) e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia. "Sì, - ha detto Gesù - la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta" (Q. II, p. 278). - "In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene" (Q. I, p. 132) - ha detto Gesù. Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: "la remissione totale delle colpe e castighi". Questa grazia - spiega don I. Rozycki - "è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest'ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (...). E' essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l'ha innalzata al rango di "secondo battesimo". E' chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia" (R., p. 25). La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione - come dice don I. Rozycki - può essere fatta prima (anche qualche giorno). L'importante è non avere alcun peccato. Gesù non ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia. Infatti ha detto che "riverserà tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia", poiché‚ "in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto" (Q. II, p. 267). Don I. Rozycki scrive che una incomparabile grandezza delle grazie legate a questa festa si manifesta in tre modi:
Questa grande ricchezza di grazie e benefici non è stata da Cristo legata ad alcuna altra forma di devozione alla Divina Misericordia. Numerosi sono stati gli sforzi di don M. Sopocko affinché‚ questa festa fosse istituita nella Chiesa. Egli non ne ha vissuto però l'introduzione. Dieci anni dopo la sua morte, il card. Franciszek Macharski con la Lettera Pastorale per la Quaresima (1985) ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia e seguendo il suo esempio, negli anni successivi, lo hanno fatto i vescovi di altre diocesi in Polonia. Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia - Lagiewniki era già presente nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ha ottenuto l'indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha. Dalle pagine del Diario sappiamo che suor Faustina fu la prima a celebrare individualmente questa festa, con il permesso del confessore.
CONSACRAZIONE DEL MONDO alla Divina Misericordia
Dio, Padre misericordioso, che hai rivelato il tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo, e l'hai riversato su di noi nello Spirito Santo, Consolatore, ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male, fa' che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua Misericordia, affinché inte Dio Uno eTrino, trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa Passione e la Risurrezione del tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. AMEN 3月26日 la mia testimonianzaSalve a tutti oggi ho deciso di aggiungere la mia testimonianza,
e di raccontare a tutti come sono stata salvata da Gesù!
Ciao a tutti sono Rosaria, ho 19 anni e sono di Venosa (PZ).
Ciò che posso dire è solo testimoniare e cantare in eterno le GRANDI MISERICORDIE del Signore che ha compiuto e che sta continuando a compiere nella mia vita come credo e ne sono sicura in quella di tutti voi. E' da due anni che la mia vita è veramente cambiata!!
Tutto è accaduto al campo di evangelizzazione svoltosi due anni fa nel mio paese, ero per strada con la mia migliore amica a fare delle passeggiate, quando in piazza vedemmo tanti ragazzi pieni di cosi tanta gioia che lodavano il Signore in una maniera davvero straordiaria, incuriosite ci avvicinammo e nel giro di pochi minuti molti di loro si avvicinarono per parlarci e per invitarci a ballare con loro ma noi per non so cosa cercavamo sempre di evitarli anche se ci piaceva molto guardarli. Per noi non fu facile essere tra di loro a ballare essendo due ragazze molto timide ma nonostante la loro gentilezza noi continuavamo ad evitarli.
Tutto questo successe i primi due giorni, il terzo giorno ci fermarono due splendide ragazze Alberta e Federica che con poche parole e soprattutto con la loro dolcezza fin da subito ci trasmisero tanta fiducia che noi iniziammo a confidargli le nostre cose che non avremmo mai pensato di dire a loro non conoscendole! Finita la nostra lunga chiacchierata sentimmo nel nostro cuore qualcosa, ci invitarono la mattina seguente ad andare alla preghiera che si sarebbe tenuta nella palestra ma con tutta sincerità noi non eravamo ancora tanto convinte ma sentivamo qualcuno che ci voleva lì...era Gesù che ci diceva di andare...cosi dopo qualche minuto ci convincemmo e la mattina ci presentammo lì!Arrivate nella palestra scoprimmo che il Signore ci aveva toccato e ci aveva chiamato a lodarlo insieme a tutti loro!
Iniziò da quel giorno una bellissima amicizia con queste due ragazze, sentivamo che era un'amicizia vera fin da subito perchè era voluta dal Signore e soprattutto scoprimmo il Suo GRANDE AMORE.
Cominciai ad andare a messa, cosa che prima non facevo e quelle poche volte che mi capitava di andarci non vedevo l'ora che finisse tutto mentre oggi vado a messa per AMORE e bisogno di riempirmi sempre di più di Dio. Quel giorno per me fu un giorno veramente meraviglioso e anche se non vissuto il campo nel mio paese perchè ho aperto il cuore solo gli ultimi giorni, il Signore mi ha dato la possibilità di viverlo quest'anno a Piedimonte M. ed è stata per me un'esperienza davvero grandiosa!
In questo campo Gesù ha illuminato ogni parte del mio cuore, ha dato risposta ad ogni mia domanda, mi ha resa libera da un limite che mi portavo dietro da tempo:la timidezza, ma soprattutto mi ha portato a riflettere sui miei problemi e si è degnato di cancellarli tutti dalla mia mente.
Grazie a questi però mi sono avvicinata sempre di più a Lui e oggi Lo ringrazio per questa croce che continua ad esserci ma ricordo le parole di S.Paolo : "Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio". Molte volte capita di sentirti solo,di stare male e pensare che Gesù ti abbia abbandonato ma non è cosi..Gesù è proprio in quei momenti che si fa sentire, ti consola e ti fa sentire la persona più importante per Lui! Lui si fa debole per tutti noi, ci rende coraggiosi, e ci cambia il cuore facendo in un solo attimo tutto quello che non avremmo mai pensato e che non saremmo mai in grado di fare per Lui. Nella mia vita ha elargito meraviglie che non bastrebbero queste poche righe per poter esprimerle!Mi ha trasformata in tal modo che io non riesco a riconoscermi più e sono sicura che senza questo cambiamento io sarei rimasta ancora in questo mondo dove tutto è brutto e solo l'AMORE del Signore resta!!
Gesù è straordinario e quando compie questi prodigi lascia tutti a bocca aperta, con stupore lo stesso che io ho provato nel vedermi cambiata.Penso che Gesù in questo campo abbia operato in ognuno di noi e lo ha fatto anche nel mio cuore perchè la gioia più grande è sapere che Lui ci usa come piccoli strumenti per portare la Sua parola a chi ancora non la conosce e per testimoniare quanto Lui ha fatto per ognuno di noi!
Ringrazio il Signore per avermi chiamata ad intraprendere questo cammino di fede e per avermi donato una splendida comunità che ogni mese mi è possibile raggiugere ed è sempre una grande gioia rivedere tutti.
GESU' GRAZIE DI TUTTO!
ORA CHE TI HO INCONTRATO NON TI LASCIERO' PIU'
E
NON PERMETTERO' A NESSUNO DI TOGLIERTI DAL MIO CUORE!
AMEN
SCIOGLI LE CATENENON ASPETTARE DI FINIRE IN CATENE
COSI DA NON POTER PIU' RIUSCIRE A SFUGGIRE DAL TUNNEL DELLA SOFFERENZA...
APRITI!!!
FAI USCIRE QUELLO CHE TI TORMENTA...
C'E' SEMPRE UNA VIA CHE SI APRE
CERCALA!!!
E VEDRAI CHE TORNERA' LA PACE...
I COMANDAMENTI DI DIO I comandamenti di Dio
Dio il Signore parlò al popolo da un monte chiamato Sinai, e da li parlò e disse:<< Io sono il Signore tuo Dio non avere altro Dio oltre a me.
Non fabbricarti nessun idolo e non farti nessuna immagine di nessun genere, non devi adorare ne rendere culto a niente e a nessuno ma a Me solo.
Non usare il nome del Signore per scopi vani. Ricordati di consacrarmi il giorno di Sabato, hai sei giorni per fare il tuo lavoro ma il settimo giorno è il Sabato consacralo al Signore e in esso non farai nessun lavoro all’infuori che le cose fatte tutti i giorni o per aiutare il tuo prossimo. Farai così perché io il Signore ho fatto in sei giorni il cielo, la terra, il mare e tutto quello che contiene e poi mi sono riposato il settimo giorno, per questo ho benedetto il giorno di Sabato e voglio che sia consacrato a me. Onora tuo padre e tua madre affinché tu possa vivere a lungo sulla terra che io il Signore tuo Dio ti do.
Non uccidere né uomo e né animali non togliete la vita a niente e a nessuno, io il Signore ho dato la vita a tutte le creature, uomini e animali e nessuno dovrà toglierla.
Non commettere adulterio . Non rubare. Non testimoniare il falso contro nessuno.
Non desiderare quello che appartiene ad un altro, né le sue cose, né sua moglie né i suoi animali, niente che non sia di vostra proprietà. 8 Insegnamenti. Osservate i miei comandamenti non pregate altri dei e non pronunciate nemmeno il loro nome. Non sfruttate e non opprimete gli stranieri perché sono come voi, siete tutti fratelli e sorelle sulla terra e siete tutti uguali, non c’è differenza tra di voi. Non maltrattate le vedove e gli orfani e non approfittate. Se offri del denaro al povero non glielo devi richiedere e non devi cercare il tuo interesse. Non insultare Dio. Voi dovete essere un popolo completamente consacrato a me. Non favorite il colpevole testimoniando per l’ingiustizia e non dite cose false. Se il tuo bue o l’asino del tuo nemico si sono persi tu devi riportarglielo e se vedi che hanno bisogno aiutali, non devi allontanare il tuo nemico, ma aiutarlo e aiutare anche i suoi animali. Se vi capita di essere coinvolti in un processo e vi chiamano a testimoniare, dovete testimoniare a favore del povero, e non negarle la sua giustizia e esso innocente, ma guardate di stare più lontano possibile da questi avvenimenti e non restarne coinvolti ma se si tratta di aiutare un innocente in questo caso fatelo se quanto vi è possibile però fatelo con tanta riflessione. State lontano dalla falsità 3月25日 MESSAGGIO DEL 25 MARZO 2008Dal 25 gennaio 1987 la Madonna appare alla veggente Marija ogni 25 del mese per trasmetterle un messaggio speciale per la parrocchia e per il mondo intero. A lei la Madonna ha rivelato 9 dei dieci segreti, e ancora oggi continua ad avere apparizioni quotidiane.
Ecco il messaggio della Regina della Pace del 25 marzo 2008 a Marija:
“Cari figli, vi invito a lavorare alla conversione personale, siete ancora lontani dall’incontro con Dio nel vostro cuore, perciò trascorrete più tempo possibile nella preghiera e nell’adorazione di Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare affinché Egli vi cambi e metta nei vostri cuori una fede viva e il desiderio della vita eterna. Tutto passa figlioli, solo Dio rimane, sono con voi e vi esorto con amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata” 3月20日 ...PONIAMO AI PIEDI DELLA CROCE TUTTO DI NOI.
ALLUNGHIAMO LE NOSTRE BRACCIA E IL NOSTRO SGUARDO VERSO GESU',
CHE E' MORTO PER NOI,
PER LA NOSTRA SALVEZZA,
CHIEDIAMO PERDONO PER AVERLO MESSO IN CROCE PERCHE' SIAMO STATI NOI CON I NOSTRI ERRORI A FAR SI CHE LUI VENISSE NEL MONDO A MORIRE PER SALVARCI DA NOI STESSI
E
PER INDICARCI LA STRADA DA SEGUIRE..
3月19日 auguro a tutti una buona settimana santaCiao a tutti!!
Volevo augurarvi una buona settimana SANTA...
questo è per noi un periodo di immensa grazia, dove siamo
chiamati a rivivere i momenti culminanti della vita di Gesu'. Il periodo in cui LUI ha salvato il mondo con il sacrificio della sua vita in croce e con
la gloria della resurrezione. Gesù è l'Agnello di Dio che ha portato su di sé il peccato del mondo, la cui vastità non possiamo neppure immaginarcela.
Sulle sue spalle c'è anche l'indifferenza, l'ingratitudine e il disprezzo della nostra generazionene.
La sua umiltà, la sua sottomissione, il suo amore, il suo perdono
sono quella fiamma in cui tutto il male dell'umanità è stato bruciato e distrutto.
Dal suo Cuore trafitto è sceso
lo Spirito che dà la vita, la luce, la forza, la grazia e la speranza.
Dal cuore di Gesù nasce l'umanità nuova dei figli di Dio e dei predestinati alla vita eterna.
Noi possiamo rivivere i giorni della nostra salvezza partecipando alle liturgie di questa settimana santa.
E' attraverso di esse, in particolare ricevendo i sacramenti della penitenza e dell'eucarestia, che riviviamo in noi il mistero pasquale.
E' un mistero di morte e di resurrezione: morte al peccato e resurrezione a una vita nuova nella prospettiva del Cielo, che è la meta a cui dobbiamo tendere.
Vi auguro davvero una santa settimana e vi porto tutti nelle mie preghiere.
....LA GOCCIA CHE MANCHEREBBE....
la piccola goccia che mancherebbe.... ...il fiume inizia con una goccia...
...la notte inizia con una stella...
...l'amore inizia con un sogno
...non aspettare che siano gli altri ad iniziare..
a fare..a dire..
non aver paura delle tue idee..
scrivile e presentale al mondo..
se non ti ascolta..
fa niente..
INIZIA...
...se sogni qualcosa di grande e credi di esser solo..
INIZIA...
sarai la prima goccia di quel fiume...
la prima stella di quel cielo...
il primo sogno di quell'amore... !!!!
messaggio 18 marzo 2008Messaggio del 18 marzo 2008 a Mirjana
La veggente Mirjana il 25 dicembre 1982 durante un’apparizione ricevette l’ultimo dei dieci segreti di Medjugorje. Quel giorno Maria le disse anche che da allora non le sarebbe più apparsa quotidianamente, ma solo una volta l’anno: «Mirjana, io ti ho scelta e ti ho detto quanto era necessario. Ti ho anche rivelato molte cose terribile che dovrai portare con te. Pensa a queste lacrime che anch’io verso. Dovrai essere sempre coraggiosa. Hai compreso rapidamente i miei messaggi e quindi ora devi anche comprendere che io devo andare. Sii coraggiosa». Dal 1982 Maria appare a Mirjana ogni 18 marzo.
Il 18 marzo è anche il giorno del compleanno della veggente, ma, come lei afferma, la scelta di questa data da parte della Madonna non ha nulla a che fare con il suo compleanno, ma quando sarà il tempo dei dieci segreti capiremo il perché di questo giorno.
Maria le ha detto che le apparizioni del 18 marzo continuerà ad averle per tutta la vita.
Dal 1987 Mirjana riceve inoltre un messaggio ogni 2 del mese, ma queste apparizioni, a differenza di quella del 18 marzo, non dureranno per sempre.
Messaggio della Regina della Pace del 18 marzo 2008, Mirjana ha riferito le seguenti parole: “Non ho mai visto la Madonna rivolgersi a noi in questo modo. Ha steso le sue braccia verso di noi e con le braccia così distese ha detto:
Cari figli, oggi tendo le mie braccia verso di voi. Non abbiate paura di accoglierle. Esse vi vogliono dare amore, pace e aiutarvi nella salvezza. E per questo, figli miei, accoglietele. Riempite il mio cuore di felicità e io vi guiderò verso la santità. La strada sulla quale io vi guido è difficile, piena di prove e di cadute. Io sarò con voi e le mie braccia vi sosterranno. Siate perseveranti affinché alla fine del cammino tutti insieme, nella gioia e nell’amore, potremo tenerci per le mani di mio Figlio. Venite con me, non abbiate paura. Vi ringrazio.” 3月12日 ------ " AMA LA VITA " ----- - AMA LA VITA -
Ama la vita così com'è Amala pienamente, senza pretese; amala quando ti amano o quando ti odiano, amala quando nessuno ti capisce, o quando tutti ti comprendono. Amala quando tutti ti abbandonano, o quando ti esaltano come un re. Amala quando ti rubano tutto, o quando te lo regalano. Amala quando ha senso o quando sembra non averlo nemmeno un po’. Amala nella piena felicità, o nella solitudine assoluta. Amala quando sei forte, o quando ti senti debole. Amala quando hai paura, o quando hai una montagna di coraggio. Amala non soltanto per i grandi piaceri e le enormi soddisfazioni; amala anche per le piccolissime gioie. Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe, amala anche se non è come la vorresti. Amala ogni volta che nasci ed ogni volta che stai per morire. Ma non amare mai senza amore. Non vivere mai senza vita!
(MADRE TERESA DI CALCUTTA)
3月5日 MESSAGGIO 2 MARZOMESSAGGIO 2 MARZO 2008
"Cari figli, vi prego specialmente in questo tempo di quaresima di rispondere alla bontà di Dio, perché Lui vi ha scelti e mi ha mandato in mezzo a voi. Purificatevi dai peccati e in Gesù, mio Figlio, riconoscete la vittima di espiazione per i peccati di tutto il mondo. Che Lui sia il senso della vostra vita e che la vostra vita sia un servizio all’amore divino di mio Figlio. Grazie figli miei”.
La Madonna ha benedetto tutti i presenti e gli oggetti sacri. Di nuovo ci ha invitato a pregare per i nostri pastori.
3月4日 messaggio della Madre a MirijanaMESSAGGIO DEL 2 febbraio a Mirijana Cari figli, io sono con voi! Come Madre vi raduno perchè desidero cancellare dai vostri cuori ciò che ora vedo. Accogliete l'amore di mio figlio e cancellate dal cuore la paura, il dolore, la sofferenza e la delusione. Vi ho scelto in modo speciale perchè siate luce dell'amore di mio Figlio. Vi ringrazio." MESSAGGIO DEL 25 FEBBRAIO
MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE DEL 25 FEBBRAIO 2008 “Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito di nuovo alla preghiera e alla rinuncia. Che la vostra giornata sia intessuta di piccole ardenti preghiere per tutti coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!” Se Cristo non fosse risorto. L'evidenza della risurrezioneSe Cristo non fosse risorto.
L'evidenza della risurrezione.
Mark Shea
Articolo pubblicato su Crisis - 1 Febbraio 2003 con il titolo
If Christ Has Not Been Raised The Evidence for the Resurrection
"Gesù è venuto per darci una guida morale e, per provare che faceva sul serio, si è fatto uccidere e si è mostrato dopo la morte, affinché noi ascoltassimo e fossimo buoni."Non essendo stato educato in nessuna religione particolare, solo tardivamente ho scoperto che questa idea della morte e risurrezione di Gesù (che avevo udita da mia nonna) aveva poco a che fare con la fede storica della cristianità. Ma questa immagine di Gesù che impressiona i sempliciotti con bravate spirituali per appassionarli all'ascolto dei suoi insegnamenti, non è che una fra le tante idee "alternative" della risurrezione di Cristo. In questa prospettiva non è particolarmente importante che Gesù sia risorto fisicamente, poiché i suoi discepoli sapevano che era "realmente vivo" - probabilmente come un fantasma particolarmente appariscente. Per altri non è importante che Gesù sia vivo nemmeno come spirito poiché Egli "vive nei cuori dei suoi compaesani". Questa è più o meno la posizione di presunti "teologi cristiani" come John Dominic Crossan che a cuor leggero racconta questa lieta novella in Jesus: A Revolutionary Biography (1994):Quello che è successo realmente e storicamente al corpo di Gesù può essere meglio giudicato osservando quanto in seguito i racconti cristiani accrebbero la dignità reverenziale delle loro descrizioni della sepoltura. Ma cosa ci fu all'inizio che rese necessaria una così intensa insistenza apologetica? Se i Romani non avessero osservato il decreto del Deuteronomio, il corpo di Gesù sarebbe stato lasciato sulla croce alla mercé degli animali selvatici. E i suoi seguaci, che erano fuggiti, sapevano questo. Se i Romani avessero osservato il decreto, i soldati si sarebbero accertati che Gesù fosse morto e poi sarebbe stato loro compito seppellirlo. In ogni caso, sia che il suo corpo fosse lasciato sulla croce oppure in una fossa poco profonda a mala pena coperta da terra e pietre, i cani erano dietro l'angolo. E i suoi seguaci, che erano fuggiti, sapevano anche questo. Guardate, quindi, come l'orrore di questa brutale verità è sublimata attraverso la speranza e l'immaginazione del suo opposto.In altre parole, molto tempo fa il corpo di Gesù era cibo per cani , ma poiché quegli idiot-savant degli apostoli erano particolarmente esperti in psicosi religiosa, allora possiamo dire che la risurrezione è piena di "speranza" in un senso intelligibile solo per teologi estremamente progrediti come Crossan.Ci sono altri che, invece, risolvono il problema della risurrezione non lasciando morire Gesù. Secondo questa teoria qualcun'altro fu crocifisso il Venerdì Santo (qualcuno che veramente se lo meritava, come Giuda Iscariota), mentre Gesù se ne andò in meritata pensione in qualche luogo. A seconda di quale leggenda o libro shock (ad esempio Holy Blood, Holy Grail di Michael Baigent) scegliamo, il "qualche luogo" potrebbe essere un qualunque posto dal Giappone alla Francia. Frequentemente gli scenari "Gesù non è morto" mirano ad una conclusione sdolcinata favorita da Hollywood, in cui il Figlio dell'Uomo in pensione alla fine trova la ragazza, come Clark Kent in Superman II e non deve più proseguire il Suo ingrato compito di proclamare banalità. Di solito questi lo spediscono in qualche vigneto con Maria Maddalena a fondare una dinastia di Merovingi o qualcosa del genere. Invece di fargli evitare del tutto la crocifissione, alcuni scenari assicurano che Egli fu crocifisso, ma si limitò a svenire (probabilmente con l'aiuto di vino drogato) e riprese in seguito conoscenza. In ogni caso l'affermazione principale di tali teorie è che Gesù non è veramente morto sulla croce.Anche altri teorici, spesso coinvolti nel movimento New Age, risolvono il problema dicendo che Egli è solo uno spirito (divino o angelico secondo le preferenze dell'autore) apparso in forma umana, una sorta di santa visione. Questo risolve il problema della Sua morte rendendola un'illusione: un'accurata rimozione della sporca crocifissione che salva l'happy end.Nel contempo altri hanno spiegazioni molto più semplici e rozze: i discepoli rubarono il corpo, mentirono su questo fatto e fondarono un culto per conquistare ricchezza e potere. Leggermente meno grezza è la teoria dell'allucinazione isterica secondo la quale gli apostoli in buona fede ebbero l'allucinazione della risurrezione. Altri dicono che fu una successiva generazione di cristiani ad aggiungere la risurrezione al Nuovo Testamento. In origine era solo una raccolta di memorie apostoliche sul Maestro Defunto ed i Suoi arguti detti. Molti pensano che dietro a tutto questo ci sia S. Paolo (vedi ad esempio The Mythmaker: Paul and the Invention of Christianity di Hyam Maccoby). Sotto l'influenza del mito pagano, S. Paolo avrebbe trasformato questo comune rabbino ebreo in una figura di Cristo Cosmico. I primi apostoli, secondo questa scuola, avrebbero provato orrore riguardo quello che Paolo fece all'insegnamento dell' acuto e buon Y’shua.Una delle evidenti difficoltà con tutte queste teorie è che esse non vanno d'accordo l'una con l'altra. Se le ultime generazioni sono da biasimare per aver importato i miti della risurrezione, allora non lo sono le prime. Se è tutta colpa di S. Paolo, allora non lo è di Pietro. Se gli 11 hanno portato via il corpo, allora non sono degli ingenui visionari e viceversa. Tali teorie dimostrano ciò che C.S. Lewis una volta definì come "la fecondità senza requie della confusione", così evidente quando i demistificatori cercano di aggirare la montagna di solida evidenza delle affermazioni cristiane. Ciò non sorprende, poiché queste "spiegazioni alternative" sono tutte più difficili da credere della spiegazione cristiana della risurrezione, che è ben riassunta da S. Paolo in 1Corinzi 15,1-14:Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi, e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma in cui ve l'ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano! Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono l'infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me. Pertanto, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto. Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede.Questo primo credo della Fede smentisce la mia iniziale ed errata comprensione del significato e della natura della risurrezione poiché mostra chiaramente che il vero nocciolo dell'insegnamento del Nuovo Testamento su Gesù non è che Egli era principalmente un predicatore, un taumaturgo, un riformatore, un saggio, un maestro di profonde verità e bei pensieri, nè che la risurrezione era un effetto speciale realizzato per invogliarci a seguire i suo buoni consigli.Il primo fatto del Vangelo cristiano, secondo il Nuovo Testamento, è la passione e risurrezione di Cristo. Senza la risurrezione non abbiamo un vangelo "originale" di detti profondi, massime sapienti ed esempi moderni. Non abbiamo affatto il Vangelo. Questo è il motivo per cui un quarto di ogni Vangelo si focalizza su un periodo di 72 ore della vita di Gesù di Nazareth: la sua passione e risurrezione. Questo è il motivo per cui il resto del Nuovo Testamento si concentra principalmente sul significato della morte e risurrezione, non sui Suoi segni o detti (quasi nessuno dei quali è conservato al di fuori dei Vangeli). Questo è il motivo per cui praticamente nessuno, tranne il più ignorante dei presentatori tv di questi giorni, crede al concetto un tempo popolare che la risurrezione fu aggiunta al Nuovo Testamento dalle successive generazioni di cristiani dopo la morte degli apostoli. Il fatto è, semplicemente, che cercare di spiegare qualsiasi parte del Nuovo Testamento senza mettere al centro la risurrezione è come dire che la verità di Abramo Lincoln consiste di banalità sulla pace e la giustizia e che la "guerra civile" fu solo un mito escogitato dai successivi agiografi . Se il "Vangelo originale" fu solo una raccolta di racconti su Gesù che andava dicendo "la bellezza è bella", la domanda che sorge è cosa esattamente ci fosse di tanto interessante in Lui.L'unica risposta si trova nei veri documenti del Nuovo Testamento, che cominciarono ad essere composti a meno di 20 anni dalla morte di Gesù. Questi contengono già cose come il credo precedentemente menzionato e l'affermazione che il Vangelo non è nient'altro che Gesù e la risurrezione (Atti17,18).Benissimo, non possiamo incolpare le "generazioni successive" per aver tirato fuori la storia della risurrezione. Allora, dicono alcuni, incolpiamo Paolo. Il problema con questa teoria è che Paolo stesso e i testimoni che lo conoscevano, come Luca, oltre a testimoni non suggestionati da Paolo, come Matteo e Giovanni, sembrano avere l'impressione che il nucleo della storia che Paolo deve raccontare non sia una sua invenzione."Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto - o più prosaicamente - "Vi ho trasmesso la Tradizione che mi è stata insegnata." Insegnata da chi? Nel caso di Paolo, insegnata dagli apostoli (Galati 1,18-21) e dalla normale catechesi insegnata in luoghi come la chiesa di Antiochia dove Paolo visse per molti anni prima di andare in missione (Atti 13). Paolo ripete questo concetto in più occasioni e sembra dare per scontato non solo che quello che deve dire su Gesù è conosciuto da tutti i cristiani (non solo da quelli che lui convertì) ma che nessuno degli altri apostoli che girano per il Mediterraneo - e nessuna delle chiese da loro fondate - ha da ridire qualcosa quando lui sostiene che Gesù è risorto. Se fosse stato solo Paolo a tirare fuori la storia della risurrezione di Gesù mentre il resto degli apostoli vagava qua e là, raccontando aneddoti sul loro amico, il martire nazareno, possiamo ritenere che qualcuno se ne sarebbe accorto.In breve, se la fede nella risurrezione è antica quanto Paolo, è antica quanto gli stessi apostoli. Egli predica la risurrezione per la stessa ragione per cui la predicano gli apostoli: egli crede veramente di aver visto Gesù Risorto, così come loro dicono di aver visto Gesù Risorto.Già, dicono i soliti, ma perché dovremmo credere a loro? E se gli 11 avessero sottratto il corpo di Gesù per farsi passare come i migliori amici del martire e fondare un culto con a capo Gesù, ma di cui loro sarebbero stati i pezzi grossi da adorare?Anche su questo punto ci sono molte difficoltà. Prima di tutto essi non agiscono come un qualunque leader religioso di nostra conoscenza. Le testimonianze che lasciano non mostrano coraggio apostolico, acume teologico e agilità intellettuale. Ci mostrano un gruppo di uomini la cui onestà li costrinse ad inserire accuratamente nelle testimonianze pubbliche il fatto che erano altezzosi, astiosi, codardi, duri di comprendonio, ambiziosi, ciechi, egoisti e, quando giunse l'ora della grande prova per il loro Maestro, pronti a darsela a gambe. Paragonate questo con l'adorazione tributata dalla stampa nord coreana alle molteplici virtù degli intrepidi leader, oppure con l'assoluta perfezione di Stalin secondo la stampa stalinista degli anni 30, o l'agiografia nazista di Hitler. Gli apostoli si assicurano che la loro predicazione e testimonianza pubblica includa un fedele resoconto dei loro molti, molti peccati. Inoltre essi continuano a predicare la risurrezione per decenni, nonostante la separazione, la persecuzione, la povertà, le minacce, la tortura ed il martirio (ad eccezione di Giovanni che ebbe il piacere di assistere all'esecuzione di suo fratello Giacomo per la sua testimonianza). In breve, essi parlano ed agiscono come uomini onesti, non come uomini che vogliono far soldi o acquisire potere.Anzi, sono così onesti che quasi fanno sembrare Gesù poco divino. Il Gesù che essi descrivono mostra debolezza, paura, si confessa ignorante e fa domande. Viene descritto come incapace a fare certe cose. La testimonianza ufficiale dei discepoli gli attribuisce frasi che suonano come una negazione della divinità, come "Perché mi chiamate buono? Nessuno è buono se non Dio"(Marco 10,18) oppure "Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?" (Matteo 27,46). Eppure noi dovremmo credere che degli abili bugiardi che hanno manipolato accuratamente la storia per far apparire Gesù come il Signore Risorto non abbiano anche notato questi scombinati dettagli nel loro racconto?No. Quello che risulta con forza dal Nuovo Testamento è che la testimonianza è stata data da persone che dicono la verità, anche su fatti imbarazzanti che non portano immediati vantaggi alle loro affermazioni. Essi risultano come persone che credono a Cristo risorto, non come persone che mentono su un corpo che sanno benissimo essere stato rubato o divorato dai cani. Per il resto della loro vita (fino alla tortura e all'esecuzione), gli apostoli si comportarono come uomini assolutamente convinti di aver incontrato il Cristo Risorto. Anzi, sono così convinti che inseriscono numerosi dettagli che, francamente, nessun bugiardo avrebbe mai inventato. Così, ad esempio, nessun bugiardo ebreo del primo secolo avrebbe presentato Maria Maddalena come prima testimone. La Maddalena appariva non credibile ad un pubblico ebreo del primo secolo per due motivi: primo perché era una donna; secondo perché era una donna dalla quale si diceva fossero usciti 7 demoni - un profilo psicologico piuttosto equivoco (Marco 16,9). I vangeli sembrano racconti di persone oneste incastrate dai fatti - incluso il fatto che uno dei primi testimoni della risurrezione sia una donna dall'incerta reputazione.Naturalmente alcuni replicheranno che questo fatto è rivelatore: normalmente noi non ci scomoderemmo per la testimonianza di uno psicotico (cioè di un "indemoniato"), perché allora preoccuparsi per quella di Maria? Perché Maria è tra i primi testimoni, non fra gli ultimi. I documenti parlano di centinaia di testimoni - la maggior parte ancora in vita all'epoca in cui fu scritta la prima lettera ai Corinzi - e fornisce un resoconto della risurrezione che è nel complesso coerente. Un'apparizione alle donne, ai dodici in vari momenti dentro e fuori Gerusalemme, e a vari altri in Galilea, seguita da un'apparizione a Paolo alcuni anni dopo (senza contare varie visioni che sono di un ordine diverso). I guastafeste hanno la passione di parlare sulle discrepanze fra i racconti dei Vangeli (libri scritti a distanza di decenni per destinatari diversi e per diversi scopi teologici). Ma quello che veramente emerge è quanto sia simile il resoconto in tutti i Vangeli. Se le minime discrepanze che li distinguono significano veramente che sono falsi, allora dobbiamo anche concludere che JFK non sia mai stato assassinato poiché i testimoni hanno altrettante discrepanze nella loro testimonianza.Anzi, spesso sono proprio i dettagli ad essere così convincenti. Perciò, un altro fatto che nessuno avrebbe mai inventato è il luogo in cui fu sepolto Gersù: la tomba di Giuseppe d'Arimatea, un membro del Sinedrio. E' esattamente il genere di dettaglio che rende verosimili i Vangeli . Se stai inventando la storia, tu metti il corpo nella tomba di qualche devoto discepolo, non nel sepolcro di un membro della classe dirigente che più aspramente si è opposta al tuo messaggio.Parlare della tomba porta alcune persone ad un'altra teoria molto amata: cioè, quella secondo la quale i discepoli si recarono alla tomba sbagliata e saltarono alla conclusione che Cristo era risorto. Ci si può solo domandare che idea hanno della gente questi teorici. Se gli apostoli avessero concluso che Gesù era il Signore risorto e glorioso basandosi su una tale cantonata, questo sarebbe stato indice di una stupidità preternaturale non solo da parte loro ma anche da parte delle autorità di Gerusalemme. Anche se tutta la chiesa primitiva fosse stata troppo ottusa per trovare la via del sepolcro dell'Uomo al centro della sua devozione, sicuramente qualcuno nell'elite di Gerusalemme che si opponeva alla crescente setta dei Nazareni avrebbe potuto dire: "Ehi, voi, ecco il corpo. Avete cercato nel posto sbagliato. La prossima volta chiedete l'indicazione". Giuseppe d'Arimatea avrebbe potuto essere di qualche aiuto qui. Così pure le donne, che videro dove Gesù era stato deposto. Ed una tale teoria diviene doppiamente sciocca se si considera che le prime liturgie spesso si tenevano presso le tombe, tuttavia non c'è nessun culto che si sviluppi intorno alla tomba più importante di tutte. Ma sì, come se la tomba fosse stata vuota o qualcosa del genere.Questo ci porta, nella nostra tassonomia delle alternative della risurrezione, alle varie teorie "svenimento - fuga dalla morte": il concetto che Gesù in qualche modo evitò la morte o scappando all'estero lasciando una comparsa al suo posto oppure sopportando la crocifissione scappando poi dalla tomba. E' difficile dire quale versione di queste teorie sia più assurda. Se c'è un fatto storico che non è messo in discussione neanche dagli storici atei più incalliti, è il fatto della Sua morte. Se non sappiamo altro di Lui, sappiamo che morì per crocifissione fuori le mura di Gerusalemme nel 30 d.C. circa.E tuttavia alcuni continuano a dire che Egli non morì. Come una sorta di Elvis del primo secolo, Egli si ritirò all'improvviso in un luogo misterioso, in netta contraddizione con tutto quello che aveva detto o fatto, e fondò una dinastia o studiò filosofia in qualche paese sperduto. Qual'è la prova di questo? Beh, veramente non ce n'è una, solo insinuazioni, supposizioni, congetture e quant'altro. E' abbastanza simile al pensiero che sta alla base dei Carri degli Dei. E' un caso di teoria in cerca di una prova, non di una prova che convalida una teoria. Nel frattempo le persone che erano là testimoniarono non che Gesù lasciò la città subito dopo l'Ultima Cena (una cena nella quale Egli profetizzò specificamente la Sua Passione con una singolare accuratezza che avrebbe fatto piangere Pietro quando tutto si verificò), ma che Egli andò verso il tradimento, il processo e la crocifissione. E nuovamente, perché i fondatori di questo culto avrebbero mentito inventando la storia di questa profezia e del suo imbarazzante compimento? Anzi, testimoni oculari come Giovanni videro Gesù sia al processo che alla crocifissione. Quindi non ci sono molte possibilità che Gesù abbia abbandonato la città e lasciato qualcun altro al suo posto.Ah! Ma solo Giovanni pensò di aver visto Gesù morire. In realtà, il Nazareno ricevette vino drogato, perse i sensi e si risvegliò in una tomba gelata in una gelida mattina di Aprile. La situazione perfetta per una sensazionale guarigione dalle conseguenze della flagellazione, della crocifissione, dell'imponente emorragia, dello shock e della ferita al cuore provocata dal colpo di lancia come sostengono unanimi 9 dottori su 10. Egli poi si alzò barcollando (dopo essersi liberato non si sa come dalle bende incollate alla sua carne martoriata) e, spingendo la pietra di svariate tonnellate che sigillava il sepolcro, si avviò con i piedi insanguinati verso i discepoli, mostrò loro le mani (con i pollici paralizzati a causa dell'irreparabile danno ai nervi) ed esalò un saluto fra le fitte di dolore dovute alla ferita al costato. La maggior parte della gente, di fronte ad uno spettacolo così spettrale, avrebbe chiamato il 911. I discepoli, naturalmente, lo accolsero come il glorioso Vincitore della Morte e Signore dell'Universo e fondarono una religione."Ok, d'accordo" dice lo scettico irremovibile, "Gesù morì. E i discepoli non rubarono il corpo e non mentirono. Semplicemente hanno avuto le allucinazioni. Tutti insieme. Tutti e 500. Per 40 giorni...." Anche se tralasciamo la questione problematica della tomba vuota (con gli indumenti funebri vuoti) c'è ancora un problema riguardante la natura delle allucinazioni. L'allucinazione di massa è estremamente rara. Così rara, infatti, che solitamente è chiamata in causa solo per spiegare cose come, guarda caso, la risurrezione. Nelle altre occasioni, quando 500 persone dicono di aver aver visto qualcuno e di averci parlato, noi gli crediamo, particolarmente quando questi non hanno nulla da guadagnarci nel parlarne - quando di norma sono messi a morte per ciò che dicono.E abbiamo altri problemi da affrontare se vogliamo prendere in considerazione la teoria dell'allucinazione collettiva. Prima di tutto il fatto che le allucinazioni come questa devono essere la realizzazione di intensi desideri. I testimoni evidentemente volevano così fortemente che Gesù fosse vivo che andarono fuori di testa e pensarono di averlo visto. In almeno tre occasioni, tuttavia, i Suoi discepoli non riuscirono a riconoscerLo quando Lo incontrarono. Ci viene detto che essi erano così desiderosi di vederLo che avrebbero potuto ingannare sé stessi credendo di averlo visto, ma camminarono con Lui per mezza giornata senza riconoscerlo. Strano. E ancora, quale allucinazione può mangiare pesce e farsi toccare?A questo punto non ci resta che il pensiero Gnostico o New Age che Gesù era un'illusione divina. Ma se il Cristo Risorto era veramente un'illusione puramente spirituale inviata dalla divinità per insegnarci verità più elevate sulla insignificanza del corpo e sul bisogno di trascendere la nostra umanità, cosa potrebbe oscurare di più questo messaggio se non un corpo che Tommaso poté toccare, un corpo che respira aria e mangia pesce? Gli apostoli, comunque, non sembrano aver raccolto queste verità più elevate. Essi al contrario insegnano che il Cristo è risorto fisicamente e che non solo è pienamente Dio ma pienamente uomo, sebbene glorificato.Un corpo risorto. Glorificato. Pienamente Dio e pienamente uomo. Mentre tutte le alternative hanno perso suggestione ai nostri occhi, è l'antica storia cristiana che ancora ci persuade. E' la storia del Vincitore della Morte che ha Lui stesso subito il pungiglione della morte affinché anche noi potessimo risorgere. Possiamo leggere tutto questo, senza eccentriche spiegazioni alternative, nel Nuovo Testamento. Un libro molto più convincente, specialmente quando così tanti scettici ti portano a mormorare "Mi hai quasi convinto a farmi cristiano!"La risurrezione è la pietra d'angolo della fede cristiana. Senza di essa non abbiamo un Vangelo purificato dalla superstizione. Abbiamo una paccottiglia di conclusioni "reali" della storia di Cristo che sono molto più difficili da credere della spiegazione cristiana. Alla fin fine, rimane il fatto che "se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede" e " siamo da compiangere più di tutti gli uomini "(1 Corinzi 15,14-19). Ma questo sembra non aver mai preoccupato Paolo, poiché " Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti" (1 Corinzi 15,20).Mark Shea è l'autore di By What Authority: An Evangelical Discovers Catholic Tradition (Our Sunday Visitor, 1996) e Making Sense Out of Scripture: Reading the Bible as the First Christians Did (Basilica Press, 2001). |
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